Prendere brutti voti a scuola non è mai una bella esperienza! Ne ho ancora memoria. Soprattutto mi ricordo l’ansia di dover affrontare i miei genitori e la pressione di dover recuperare in fretta per non rischiare di compromettere l’anno scolastico.

Ora che la pausa natalizia è ormai alle spalle, ho pensato che fosse una buona idea offrire qualche suggerimento a tutti quegli studenti che si trovano ad fronteggiare il nuovo quadrimestre con alle spalle quale valutazione negativa. Ma questo articolo è dedicato anche ai genitori preoccupati per il rendimento non fantasmagorico dei propri figli.

Prima di entrare nel vivo, ci tengo a precisare che inanellare una serie di brutti voti scolastici non significa essere degli incapaci. La scuola è una grande sfida: tante sono le materie da studiare, e poi c’è la competizione coi compagni, il giudizio dei genitori, il rapporto con i professori, la gestione del tempo…tutto questo in una fase della vita caratterizzata da cambiamenti costanti e da una consapevolezza di sé ancora in costruzione.

Quindi, la prima cosa da fare, indipendentemente che siate studenti o genitori, è capire che un brutto voto non è un giudizio sulla persona! È semplicemente una valutazione relativa alla capacità di gestire lo studio e limitata a un momento particolare del percorso scolastico. Come tale, è solo un punto di partenza per capire se il metodo di studio funziona e può essere mantenuto oppure se va cambiato qualcosa.

Se fosse, cosa va cambiato?

Ecco alcuni spunti di riflessione su quelli che secondo me sono i due fattori cardine per ottenere buoni risultati scolastici: il metodo di studio e l’approccio mentale.

IL METODO DI STUDIO PER OTTENERE BUONI VOTI

Sfortunatamente non esiste un metodo di studio valido per tutti, poiché ognuno apprende in maniera e tempi diversi. Nonostante ciò, ci sono alcuni elementi che, più di tutti, sono da considerarsi fondamentali se si vuole smettere di prendere brutti voti e iniziare a studiare con profitto.

  • Saper prendere appunti
    Prendere dei buoni appunti durante le lezioni significa passare meno tempo sui libri una volta a casa e, soprattutto, capire meglio ciò che si studia.
    Spesso gli studenti compiono l’errore di trascrivere ciò che dice il professore parola per parola e di non riguardare più gli appunti fino a quando non si preparano per un compito o un’interrogazione. Il risultato è che le note si dimostrano difficili da memorizzare se non addirittura incomprensibili.
    Molto meglio sarebbe trascrivere ciò che si sente con parole proprie e rivedere il tutto a breve distanza.

  • I tempi e il luogo dello studio
    Cari genitori, se con gli appunti non potete essere di grande aiuto, con la gestione dei tempi e soprattutto del luogo di studio sì.
    È molto meglio studiare un po’ tutti giorni che ritrovarsi all’ultimo minuto, ma spesso la buona volontà dei ragazzi è minata dalle troppe distrazioni: smartphone, social network, tv, computer in primis! Ma anche la presenza di rumori molesti o la mancanza di uno spazio proprio possono complicare lo studio. 
    Ottimale sarebbe la presenza di una stanza priva di device in cui i vostri figli possano ritirarsi senza essere interrotti.
  • Saper chiedere aiuto a un professore a un compagno che prende voti migliori
    Molto spesso i ragazzi che prendono brutti voti a scuola non chiedono alcun aiuto. Sono oppressi dalla vergogna e credono che rivolgersi a un professore o a un compagno più bravo li esporrà alla derisione. Invece sarebbe una cosa utilissima, poiché permetterebbe loro di capire come altre persone sono riuscite a superare le difficoltà e a raggiungere ottimi risultati. 

L’APPROCCIO MENTALE PER STUDIARE CON SUCCESSO

Ci sono casi in cui il metodo di studio non è la causa principale dei brutti voti scolastici. Questo è vero soprattutto per quegli studenti che ottengono buoni risultati in tutte le materie, tranne una o due. Sono consapevoli della loro difficoltà, si sforzano, passano molte ore sui libri, eppure non riescono a raggiungere la sufficienza. Come è possibile?

Il loro tallone d’Achille è l’approccio mentale, il modo in cui pensano allo studio e a sé stessi.

Per modificare un’approccio mentale allo studio non funzionale è importante lavorare su i seguenti tre aspetti.

  • L’autostima
    Nessuno riuscirebbe a ottenere buoni voti se fosse convinto di non essere in grado di farlo!
    L’autostima, cioè la convinzione di poter diventare bravi, è fondamentale per diventarlo davvero.
    Per farla crescere è utile fissare degli obiettivi piccoli e raggiungibili, per esempio passare da un 4 a un 5, oppure studiare 3 pagine ogni giorni. Ma, soprattutto, è importante riconoscere i propri passi avanti e celebrare ogni risultato raggiunto, anche se piccolo.

  • La motivazione
    Il raggiungimento di obiettivi è utile anche per trovare la motivazione allo studio. Infatti, fissare delle ricompense, come per esempio una paghetta più sostanziosa, aiuta a trovare la forza di rinunciare a qualcosa di piacevole per mettersi sui libri.
    Voi genitori avete un ruolo fondamentale: potete offrire le ricompense più adeguate e usarle come leva per incentivare i vostri figli quando questi appaiono svogliati o insicuri.    
  • La gestione delle emozioni
    Nel paragrafo precedente ho scritto che spesso i ragazzi sono distratti da elementi esterni, come gli smartphone. A volte però è il loro mondo interiore a essere fonte di distrazione. Può trattarsi di qualche preoccupazione o della loro prima cotta, ma il risultato non cambia: stare sui libri è impossibile.
    Gestire le emozioni significa capire che queste sono il modo in cui reagiamo agli avvenimenti esterni e che possiamo sempre scegliere come reagire. 
    Certo, per i ragazzi questo concetto non è così chiaro, ma voi genitori potete aiutarli a riconoscere i loro stati d’animo, cosa li ha generati e come modificarli. Cercate però di non imporre la vostra visione e lasciate che siano loro a trarre le proprie conclusioni.

E se, nonostante questi buoni consigli, i buoni voti tardassero ancora ad arrivare, allora perché non provare un percorso di coaching? Per maggiori informazioni, clicca qui.

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