Per molti di noi gestire i conflitti significa semplicemente cercare di evitarli. Per altri, invece, significa muovere guerra. Tra questi due estremi esistono altre modalità, ma l’elemento che rimane costante è l’idea che il conflitto sia qualcosa di negativo, portatore di sofferenza e primo passo verso la rottura delle relazioni.

La verità è esattamente opposta.

Scontri e discussioni sono infatti una risorsa utilissima per rafforzare i rapporti umani, e migliorarli. Questo è però possibile solo se li si sa gestire in modo adeguato.

E dato che i conflitti non sono mai del tutto evitabili, tanto vale imparare ad affrontarli in modo costruttivo.

Qualsiasi contrasto rappresenta infatti una possibilità per imparare a conoscere meglio noi stessi e il modo di interagire con gli altri.

PERCHÈ ENTRIAMO IN CONFLITTO CON GLI ALTRI

Disaccordi, discussioni, litigi, scontri costellano la vita quotidiana, privata e lavorativa, di tutti. Chi più, chi meno, in base alle proprie abitudini e al proprio carattere.

Proprio le nostre personalità sono uno degli elementi che rendono i conflitti inevitabili. Ognuno di noi ha infatti il proprio sistema di valori, credenze, opinioni, interessi e abitudini.

Quando ci troviamo a rapportarci con una persona che la pensa come noi, c’è armonia e la relazione funziona come se fosse un ingranaggio ben oliato. Ma se la persona la pensa in modo diverso, ecco che il meccanismo sembra incepparsi e iniziamo a percepire dell’attrito.

Questo attrito non ha sempre la stessa intensità.
I conflitti che viviamo hanno un peso diverso in base ad alcuni fattori, come il motivo scatenante, l’importanza della relazione e le conseguenze che pensiamo possano generarsi da uno scontro aperto con l’altra persona.

Quando ci troviamo in una situazione di disaccordo, il nostro inconscio sa valutare automaticamente questi elementi. Lo fa a partire dalle nostre esperienze passate, soprattutto quelle vissute nella prima infanzia, spingendoci ad adottare il comportamento che ritiene più adeguato.

Il risultato è che nel tempo abbiamo sviluppato una nostra tipica modalità di gestire i conflitti, che riteniamo naturale e giusta e che è invece il prodotto di una esperienza estremamente soggettiva. E, spesso, nient’affatto funzionale!

LE DIVERSE MODALITÀ DI GESTIONE DEI CONFLITTI

Voglio proporti ora una breve panoramica sulle modalità più comuni con le quali vengono gestiti i conflitti.

  • Evitamento
    Per alcuni i conflitti sono una fonte di stress talmente elevato che l’unico modo per affrontarli è…non affrontarli!
    L’obiettivo (inconscio) è di evitare la sofferenza dello scontro, le critiche, il rifiuto e, in ultima istanza, il rischio di incrinare la relazione. 
    In realtà, è proprio la fuga a causare i maggiori danni al rapporto.
    Infatti, quando si evita uno scontro non ci si sta facendo carico né dei propri bisogni né di quelli altrui. In pratica, si fugge dalla relazione stessa.
  • Competizione
    La competizione è l’atteggiamento opposto alla fuga. Questa modalità trasforma ogni scontro in una battaglia che deve essere vinta, anche a costo di allontanarsi dal proprio benessere.
    Tutti noi conosciamo qualcuno disposto a qualsiasi cosa pur di dimostrare di avere ragione! Oltre ad essere dannosa per se stessi, questa modalità di gestire i conflitti lo è anche per le relazioni poiché si basa sulla prevaricazione. Chi la adotta non considera le opinioni e i bisogni dell’altra persona, e corre il rischio che quest’ultima decida, prima o poi, di allontanarsi definitivamente.
  • Adeguamento
    L’adeguamento assomiglia alla fuga, se non fosse per una semplice, ma fondamentale, differenza.
    Prima ho spiegato che chi evita gli scontri non considera né se stesso né gli altri. Invece, chi si adegua pensa che il miglior modo di evitare un conflitto sia accontentare l’altra persona.
    Questa grande disponibilità verso l’altro denota empatia e capacità di ascolto, ma trascurare i propri bisogni alla lunga erode la propria soddisfazione personale. Inoltre, non è detto che l’altra persona sia contenta di avere a che fare con qualcuno che non è capace di farsi valere.   
  • Compromesso
    Potresti credere che il compromesso sia il modo migliore di gestire i conflitti. Del resto, cosa c’è di sbagliato nel riuscire a mettere da parte alcune delle nostre richieste per andare incontro a quelle altrui?
    In realtà, il compromesso è una soluzione che non fa realmente felice nessuno.
    È una via di mezzo di cui le parti si accontentano, spesso con un filo di insoddisfazione poiché i bisogni e le richieste rimangono senza una risposta adeguata. Col tempo, questa sensazione può portare una o entrambe le parti a sviluppare rancore e voglia di averla vinta.
  • Collaborazione
    Ed ecco qua, infine, la modalità più costruttiva.
    Il miglior modo per gestire i conflitti prevede la collaborazione di entrambe le parti nel tentativo di trovare una soluzione nuova che faccia davvero contenti entrambi.
    È un lavoro di squadra in cui ognuno ha lo spazio per esprimere i propri bisogni e le proprie richieste in modo rispettoso e con la consapevolezza di trovare considerazione.
    Chi sa collaborare alla risoluzione di un conflitto percepisce il disaccordo non come una minaccia, bensì come un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo, utile a far funzionare la relazione.

LA PAROLA MAGICA PER MIGLIORARE LA GESTIONE DEI CONFLITTI

Una volta giunto fin qui, potresti chiederti: “Ok, come posso imparare a gestire i conflitti in modo collaborativo?

La risposta è: “con l’assertività”!

Essere assertivo significa saper ascoltare davvero l’altro, le sue richieste e, al contempo, esprimere in maniera chiara e rispettosa la tua posizione e i tuoi bisogni.
L’assertività ti permette di aprirti e creare il clima di accettazione e fiducia nel quale tu e l’altra persona potrete confrontarvi per trovare una soluzione ecologica al vostro conflitto, ovvero una soluzione che possa realmente migliorare la situazione di entrambi.

Sei abituato ad adeguarti? Forse hai bisogno di allenare la capacità d ascoltare te stesso, accettare le tue richieste interiori e di esprimerle.
Tendi a prevaricare? Allora hai bisogno di imparare ad accettare ed ascoltare gli altri.
Preferisci evitare gli scontri oppure scendere a compromessi? È importate che impari ad allenare entrambe le capacità.

Ricordati che siamo tutti diversi, ma nessuno è migliore degli altri.
Le tue esigenze e quelle della persona con la quale ti confronti hanno uguale valore e, per tale motivo, sono degne di pari considerazione.
Allenando il rispetto di te e dell’altro, l’ascolto produttivo e la collaborazione, vedrai che la qualità delle tue relazioni migliorerà.

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