Migliorare la concentrazione è uno degli obiettivi primari per molte delle persone con le quali lavoro, in particolare modo per gli studenti e gli sportivi.
Infatti, sono sicuro che più di qualche volta sia capitato anche a te di leggere o ascoltare interviste a personaggi sportivi o scienziati e di averli sentiti dire che alla base dei loro successi ci fosse la concentrazione.

Ma esattamente, cos’è la concentrazione? Ed è la stessa cosa dell’attenzione?
No, concentrazione e attenzione sono due cose diverse, ma sono legate tra loro.
Ora cerco di spiegarti entrambi i concetti nel modo più semplice possibile.
L’attenzione è una funzione cognitiva e consiste nella capacità della nostra mente di dare importanza a quegli stimoli che, in quel momento, vengono considerati rilevanti.
L’attenzione ci aiuta quindi a eseguire al meglio le attività della nostra vita quotidiana: il lavoro o lo studio, lo sport, le faccende di casa, la guida, persino le attività ludiche e ricreative.

È come se il nostro cervello possedesse un faro e lo puntasse su ciò che ritiene più importante, lasciando al buio tutto il resto. Questo faro però si sposta in fretta e può passare da un elemento a un altro in tempi anche molto brevi.

Invece, la concentrazione è il processo che permette di rivolgere l’attenzione verso un elemento specifico e di mantenerla su di esso. È quindi un atto volontario. Il nostro cervello ha il faro e noi gli diciamo di puntarlo in una determinata direzione, verso un determinato oggetto, e di continuare a farlo finché non otteniamo il risultato sperato.La concentrazione è infatti fondamentale per il raggiungimento dei nostri obiettivi o degli step intermedi che lo procedono.
È la chiave della performance, cioè del riuscire a fare qualcosa in modo ottimale.

Come puoi immaginare, il concetto di performance riguarda ogni settore della vita, non solo lo sport.
Nello studio, per esempio, migliorare la concentrazione permette di apprendere meglio e in tempi più ridotti. Nei rapporti umani, la concentrazione permette di ascoltare in modo attivo l’interlocutore, capirlo meglio, rispondere in modo attento e, quindi, instaurare rapporti più soddisfacenti per tutti.    

PER MIGLIORARE LA CONCENTRAZIONE BISOGNA CONOSCERSI

Siamo portati a credere che la concentrazione sia un talento naturale e che solo pochi eletti possano godere dei benefici.
In realtà, la concentrazione è una capacità e come tale può essere acquisita.
Come? Concentrandosi! Perdonami questo gioco di parole, ma è proprio così!

Per migliorare la concentrazione ci vuole allenamento, cioè ripetizione: più provi a concentrarti e più diventerai bravo a farlo!
Quello che però succede di solito è che tendiamo a giustificarci e non ci proviamo nemmeno. Sono le nostre convinzioni limitati a ostacolarci.

Ti è mai capitato di pensare “Non riuscirò mai a concentrarmi”, “Non so capace”, “Vorrei concentrarmi ma…”.
A volte le giustificazioni che tiriamo fuori non riguardano noi, ma l’ambiente circostante. Eppure, anche in questi casi, possiamo usare la volontà per dirigere il nostro ‘faro mentale’ dove vogliamo noi.

La concentrazione si impara e il primo passo da fare è proprio capire cosa ci impedisce di concentrarci, dentro e fuori di noi. 

Ti propongo un esercizio.

Prendi un foglio, pensa a una situazione in cui fai fatica a concentrarti e scrivi “ Non riesco a concentrarmi perché…”, poi elenca tutti i motivi che ostacolano la tua concentrazione. Non fermarti a una o due risposte, rifletti bene e arriva ad almeno 6 o 7. Ovviamente evita frasi come “Non sono capace”, “Non è per me” o altre convinzioni limitanti. Trova i motivi veri.
Ripeti questo esercizio per ogni contesto in cui vivi questa difficoltà.
Potresti, per esempio, provare con “Quando sono a lavoro non riesco a concentrarmi perché…”, oppure “Quando mia moglie/mio marito mi parla non riesco a concentrarmi perché….”, o ancora “Quando sono sui libri non riesco concentrarmi perché…

Una volta individuate le cause, avrai automaticamente dei suggerimenti per capire dove andare a lavorare per migliorare la concentrazione.

ALCUNI ESEMPI DI OSTACOLI CHE IMPEDISCONO LA CONCENTRAZIONE

Mi distraggo facilmente

Per migliorare la concentrazione è importante gestire le distrazioni esterne, che possono essere moltissime e di molti tipi.

La prima cosa che ti suggerisco può sembrarti banale, ma fa la differenza: tieni in ordine il luogo in cui studi o lavori.
La nostra attenzione è legata a dove si poggia il nostro sguardo. Se i nostri occhi incrociano lo smartphone, post-it e appunti, riviste, e mille altre cose che abbiamo sulla scrivania o intorno a noi, le possibilità che il nostro cervello si distragga aumentano.
Per riuscire a concentrarti è bene che tu abbia attorno a te solo le cose che ti servono in quel momento e per quell’attività.

Chiaramente, sarebbe utile spegnere lo smartphone, il computer, la tv, la radio e tutti i device.
Se questo non fosse possibile, per esempio sai che potresti ricevere delle telefonate di lavoro, puoi limitare le possibilità di distrarti stabilendo delle priorità, decidendo di rispondere solo a chiamate o messaggi di determinate persone. Prova a chiederti: “Questa telefonata è più importante di ciò che sto facendo?

Se decidi di rispondere, ti consiglio di appuntarti una o due parole chiave che ti aiutino, una volta conclusa la telefonata, a ricordarti su cosa eri concentrato e a riprendere a scrivere (o a parlare) esattamente dal punto in cui eri rimasto. Se, invece, eri intento a leggere, prima di rispondere alla chiamata sottolinea l’ultima frase letta.

Nel caso dello studio, una buona idea è stabilire delle pause. La nostra concentrazione tende a scemare in modo fisiologico dopo 40/50 minuti. Ecco allora che una pausa di 10 minuti ogni ora ti aiuta a riprendere lo slancio e può essere sfruttata per controllare messaggi, notifiche social, mail e quant’altro. Qui diventa importante l’autodisciplina e la capacità di non procrastinare la ripresa dell’attività.

Non sono motivato

Prova a chiederti: “Perché vale la pena svolgere questo compito?”. Questa domanda ti può aiutare a passare dal ‘devo farlo’ al ‘voglio farlo’.

Anche nel caso della bassa motivazione, la gestione del tempo aiuta molto.
Prova a sfruttare la regola dei 5 minuti.
Questa regola dice che se dopo 5 minuti non hai ancora trovato la motivazione a continuare ciò che hai iniziato, allora puoi smettere.
Quello che succede è che, una volta iniziato, con molta probabilità vorrai portare a termine il compito, non necessariamente perché ti piace, ma perché vuoi toglierti il pensiero!

Un altro trucchetto per migliorare la concentrazione è seguire la Legge di Parkinson, ovvero darti una scadenza precisa entro la quale finire l’impegno. Una scadenza che sia fattibile ma a breve termine.
Sai che per studiare 20 pagine ci impieghi 2 ore? Bene, stabilisci che oggi studierai dalle 15 alle 16.45! Hai un lavoro da fare entro 15 giorni? Perfetto, stabilisci di consegnarlo entro 10.
Quando abbiamo tempo, tendiamo a sprecarlo! Quando invece creiamo un senso di urgenza, allora ci concentriamo e agiamo prima. 

Come vedi, siamo noi che decidiamo tutto. È la nostra volontà a far era differenza.

Desideri migliorare le tue performance lavorando sulla tua concentrazione? Contattami.