La paura di fallire nello sport è qualcosa che tutti, amatori e professionisti, hanno vissuto almeno una volta nella vita.

Il timore di non riuscire a raggiungere l’obiettivo o a sostenere una buona prestazione è qualcosa di profondamente umano, ma può essere gestito e, addirittura, utilizzato a nostro favore.

Come spesso accade, non è la natura di ciò ce ci capita a essere negativa o positiva, ma è il modo in cui reagiamo che la rende tale. 
Quindi, cerchiamo di capire cos’è la paura del fallimento e come farla diventare un’alleata.

COS’È LA PAURA

La paura è un’emozione primaria che nasce quando ci troviamo davanti a pericoli, effettivi e potenziali, reali ma anche immaginari.
Generalmente è considerata negativa a causa delle sensazioni sgradevoli che procura (anche se alcuni la trovano divertente: pensa agli amanti delle montagne russe o degli sport estremi!), eppure la sua finalità è positiva.

Quando ci troviamo davanti a un oggetto o a un evento minacciosi, il nostro cervello valuta velocemente la situazione per decidere cosa è meglio fare. In pratica, la paura ci aiuta a compiere le azioni giuste al momento giusto. Ci permette di evitare rischi eccessivi.

Da bambini, gli adulti intorno a noi erano prodighi di avvertimenti su cosa avremmo dovuto temere e cosa no. Frasi come “Non avere paura di…” oppure “Stai attento a…perché è pericoloso” erano all’ordine del giorno.
Questo atteggiamento ci ha aiutato a definire la realtà che ci circondava, ma lo ha fatto in un modo non molto funzionale, stabilendo la regola implicita che il mondo è diviso in cose che fanno paura, da evitare, e cosa che non fanno paura, che possono o devono essere fatte.

Ciò che manca in questo atteggiamento è la capacità di analizzare la paura come una risorsa, indipendentemente dal contesto in cui la si vive. Nessuno ci ha mai insegnato che la paura è utile per crescere, perché, come già accennato, ci aiuta a superare i nostri limiti rispettando le nostre capacità e le nostre forze

COME AFFRONTARE LA PAURA DEL FALLIMENTO NELLO SPORT

Cosa ci spaventa quando dobbiamo affrontare una competizione sportiva?

Generalmente, la paura di fallire nello sport è legata a una sensazione di mancanza. Crediamo che la nostra preparazione, la concentrazione, il talento, la condizione fisica non siano sufficienti per permetterci di affrontare la sfida, di vincere o anche solo di migliorare.

Tenendo in considerazione ciò che ho scritto nel paragrafo precedente, come può questa paura esserci d’aiuto nel raggiungimento degli obiettivi?

La consapevolezza dei poter fallire è funzionale in diversi momenti della nostra attività sportiva.

  • All’inizio e durante.
    La paura di non farcela mantiene alta la nostra concentrazione e la nostra attenzione, aumentando la dose di impegno e, di fatto, spingendoci in direzione del nostro obiettivo.
  • Dopo la prestazione.
    Se davvero la nostra prestazione non è stata all’altezza e la nostra paura di fallire si è trasformata in realtà, allora possiamo rivedere quanto fatto e cercare di imparare qualcosa di utile per la prossima volta.
    Per fare ciò è però necessario un cambio di mentalità.

TRASFORMARE IL FALLIMENTO IN UNA RISORSA

Un modo efficace per gestire la paura di fallire nello sport è dare al termine “fallimento” un’accezione positiva.

Ogni prestazione sportiva porta sempre un risultato. A volte è una vittoria, a volte è una sconfitta, ma è comunque un feedback su un nostro tentativo di raggiungere un obiettivo.

Nel momento in cui riusciamo a vedere sconfitte e vittorie solo come il risultato di un tentativo, e non più come un giudizio sul nostro valore, allora siamo anche in grado di individuare cosa ha funzionato e va mantenuto e cosa invece non ha funzionato e va migliorato.

Parlare in termini di fallimento ci fa sentire incapaci e impotenti. Ci blocca. Parlare in termini di tentativi e feedback ci permette di migliorare e ci dà la possibilità e la forza di riprovarci ancora e ancora.

Se fare questo cambio di mentalità ti risulta difficile, prova ad analizzare le performance sportive che ti hanno deluso ponendoti queste due domande.

  1. Cosa ho appreso da questa attività/evento che ho compiuto/vissuto?
  2. Cosa cambierò la prossima volta che compierò/vivrò la stessa attività/evento?

Le risposte a queste due domande ti daranno informazioni utili ad affrontare di nuovo la medesima attività/evento con la certezza di aver imparato dai tuoi errori e di non ripeterli.
Il risultato è che ciò che una volta consideravi fallimento è ora diventato fonte di insegnamenti utili per migliorare la strategia che ti porterà al tuo obiettivo.

 

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